Informazioni

indirizzo
via Beverare, 16
Piove di Sacco (Pd)

La famiglia Romanin risulta originaria di Trieste; dopo varie tappe, nel XVII, arrivò a Padova dove commerciò lana e seta.

LA STORIA
L’area su cui sorge il palazzo Romanin Jacur era posseduta alla nobile Amalia Mioni maritata Voltolini la quale nel 1846 la cedette a Pietro Brambilla. Dopo altri passaggi di proprietà negli anni, l’area passo a Moisè Vita Jacur nel 1862, che la conservò fino alla morte. Solo nel 1884 l’area fu assegnata esclusivamente ai tre fratelli Leone, Michelangelo ed Emanuele (i nipoti), che subito dopo edificarono il grande palazzo. Esaminando la cartografia si rileva immediatamente l’importanza e la forza di questo nuovo segno paesaggistico: l’imponente pianta rettangolare, l’orientamento est-ovest del corpo edificato, l’evidente e voluto rapporto con il vicino fiume, mediato dall’ampio dell’aia. L’ossatura del Palazzo Jacur con il passare degli anni e dei problemi è ancora lì, integra, a testimoniare i valori e i modi di vita di un’epoca non così lontana. Ed è un complesso ancora pronto a ricalarsi, all’occorrenza, nel ruolo che fu suo.

LA FUNZIONE
È indubbio che l’edificio sia stato realizzato per consentire il deposito di granaglie prodotte dalle estese tenute degli Jacur. Questa era, in origine, la destinazione degli enormi spazi liberi ai vari piani dell’immobile, collegati da numerosi stretti pertugi attraverso i quali potevano agevolmente scaricare il materiale. Tutto il complesso è stato attentamente studiato per facilitare queste funzioni: il piano terra,alto e porticato,serviva alla movimentazione dei mezzi agricoli che potevano accedere all’edificio.
Sui fianchi non mancavano la porzioni destinate alla residenza: la parte occidentale destinata al fattore, mentre la porzione orientale era riservata al soggiorno dei proprietari in occasione dei periodici sopralluoghi. Come la maggior parte degli storici edifici di grande cubatura, anche Palazzo Jacur è stato  utilizzato in modo improprio rispetto alla sua destinazione originaria.

LA SITUAZIONE ATTUALE
I cambiamenti socio-economici del Novecento hanno inevitabilmente decretato la progressiva inutilità dell’attività, la maggior parte dell’edificio è rimasta desolatamente vuota e inutilizzata, seppure ancora amorevolmente sorvegliata e curata da una famiglia che utilizza come abitazione una delle due porzioni.
 
CARATTERI TIPOLOGICI E ARCHETETTONICI
Si tratta di un edificio di singolare tipologia, pianta regolare molto allungata, quattro livelli orizzontali, tetto a padiglione, difficilmente raffrontabile con altre strutture rustiche e abitative dell’epoca.
La tranquillità maestosa delle forme che possiamo definire classiche, nasconde al proprio interno articolazione degli spazi, sapientemente distribuita tra le due ali destinate alla residenza.
La lunga teoria simmetrica delle arcate del piano terreno è stata sapientemente articolata, al fine di gerarchizzare il prospetto principale.
Le parti abitative poste alle due estremità del complesso, si articolano sui quattro piani  tramite una scala con elementi in pietra viva di pregevole fattura. Dal punto di vista strutturale l’edificio si impernia sulla teoria dei massicci pilastri centrali.
Nel tempo la struttura nel complesso ha visto la progressiva aggregazione di vari corpi di fabbrica secondari, destinati ai vari usi accessori, che sono stati collocati ai lati della costruzione principale, non alterando però in modo sensibile il carattere originario del complesso stesso.

da www.lavecchiapadova.it