Data e luogo

Domenica 28 giugno ore 21.15
Casone Ramei
Via Ramei, 16
Piove Di Sacco (Pd)

 

PASTA MADRE

una creazione di Usine Baug & Fratelli Maniglio
con Luca Maniglio, Fabio Maniglio, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo
luci e tecnica Emanuele Cavalcanti
produzione Campo Teatrale
con il supporto di Idra Teatro (Brescia) e Trac - Centro di residenza pugliese nell’ambito del progetto “Cura 2022”

Un lavoro di grande precisione tecnica e stringente struttura drammaturgica che ricostruisce la storia e le vicende politiche e giudiziarie della più grande acciaieria d’Europa, cui è stata sacrificata l’intera città di Taranto, intrecciandola con la leggenda di una squadra di calcio nata nello stabilimento e assurta alle vette del football professionistico. L’immaginaria Sidercalcio viene narrata dalle sue partite all’ombra delle ciminiere, nel campo polveroso con le porte costruite con i tubi Innocenti e le reti rubate ai pescatori, fino alle sfide con le formazioni di serie A.

Una squadra proletaria, che riesce a iscriversi alla Coppa Italia solo grazie a una colletta tra gli operai, e una città che la segue come un sogno di riscatto. Le radiocronache inventate, magistralmente rappresentate in colorate coreografie al ralenti, e le storie vere delle famiglie tarantine e dei calciatori amatoriali raccolte in un ampio lavoro di ricerca in archivi, documenti storici, filmati, interviste agli abitanti. Lo spettacolo, a tratti commovente, ha un ritmo serrato e costruisce immagini di forte impatto con materiali semplici e soluzioni originali.

Nel 2022 Taranto è stata dichiarata dall’ONU “zona di sacrificio”, uno di quei luoghi ritenuti sacrificabili in nome del cosiddetto progresso. Come a giustificare l’impotenza delle istituzioni di fronte all’enormità del disastro sociale e ambientale. Oggi l’Ilva è ancora lì, dopo sessant’anni, a chiedere provvedimenti che non barattino la salute con i posti di lavoro. Ed è una storia che riguarda tutti noi, perché è accaduto in altre città e perché potrebbe accadere ovunque. (Fernando Marchiori su “Ateatro”)

A seguire incontro con la compagnia